Non chiamatelo “scudo fiscale”

pubblicato su Il Riformista, 3 ottobre 2009

“Scudo fiscale” è l’ingegnoso nome scelto per un provvedimento che, ci dicono dal centro sinistra, non è molto diverso da un ordinario condono o, volendo citare le parole di Bersani, fra i massimi esperti di economia del Partito Democratico, “una colossale ripulitura di denaro”.

L’espressione “scudo fiscale” non viene scelta a caso. Lo “scudo” è un elemento positivo, un oggetto che ci protegge dal nemico, una parola che evoca battaglie mitiche di eroi sul cavallo bianco contro draghi, orchi, mostri di ogni sorta. In questo caso il nemico, è evidente, sono le tasse.

La misura della maggioranza ovviamente non è uno scudo in senso letterale, ci troviamo infatti di fronte a una metafora, uno strumento linguistico che permette di sottolineare alcune caratteristiche di un oggetto, occultandone altre.

Continua a leggere…


Domanda e risposta. Intervista ad Alexander Stille

stilleda Left, 18 aprile 2008

Molti osservatori hanno parlato in questi giorni del grande successo della Lega, qualcuno dimentica di sottolineare però che si tratta anche di un’importante vittoria di Berlusconi, sia perché ha conquistato tutte le regioni “in bilico”, sia perché la Lega ottiene questo risultato con un chiaro accordo con il Pdl, a differenza di quanto era successo nel ’96, quando l’affermazione elettorale di Bossi era arrivata con una candidatura solitaria.

Per capire le ragioni di questo fenomeno abbiamo chiesto l’opinione di un autorevole osservatore straniero. Alexander Stille, docente di giornalismo internazionale alla Columbia University, ha collaborato con alcuni fra le più prestigiose testate americane come il New York Times, l’Atlantic Monthly e il Boston Globe. É autore di numerosi saggi, fra i quali Citizen Berlusconi. Vita e imprese, un’accurata ricostruzione delle vicende aziendali e politiche del Presidente del Consiglio italiano.

Continua a leggere…