13 consigli per semplificare la vita (lavorativa)

Google Buzz: serve o non serve? L’ennesima diavoleria che ci fa perdere tempo o un’occasione per crescere e imparare?

Come tutti gli strumenti la risposta non è contenuta in un’ipotetica natura intrinseca bensì nell’uso che ne facciamo. Nel mio caso ho la fortuna di avere fra i contatti alcuni “buzzer” di serie A.

Uno è il mio amico Carlo Valbonesi che ha postato un interessantissimo articolo tratto dal blog Zenhabits.

Raccoglie alcuni consigli per semplificare la propria vita cominciando dall’ottimizzazione delle abitudini di lavoro.

Si tratta di piccoli accorgimenti che possono rendere la propria giornata più produttiva, diminuire l’ansia e lo stress e rendere il lavoro più piacevole.

Alcuni sono ben noti e oggetto di più ampie trattazioni, per esempio la redazione di liste delle “cose da fare”.

L’autore – Leo Babauta – consiglia di fare una lista breve:

Fai una lista di tutte le cose che devi fare… e poi fai una lista breve di una, due o tre cose che vuoi davvero fare. In questo modo anche se facessi solo queste cose sarai orgoglioso di quello che hai fatto oggi. Inizia con i compiti più importanti.

Altri accorgimenti sono controintuitivi, per esempio rispetto al numero di ore lavorative:

È ironico perché molte persone lavorano tanto e pensano che così otterranno maggiori risultati e saranno più produttivi. Ma spesso perdono molto tempo.

Invece è meglio diminuire le ore e stabilire un limite – diciamo 7 o 8 ore al giorno – e completare la parte fondamentale del lavoro in quel lasso di tempo. Se sai che lavorerai solo 7 ore oggi cercherai di essere sicuro di completare i compiti più importanti e perderai meno tempo. I limiti ci costringono ad essere efficienti.

Entrambe sottendono una visione interessante rispetto all’organizzazione del lavoro. Non a caso Leo Babauta è l’autore di “The Power of Less: The Fine Art of Limiting Yourself to the Essential… in Business and in Life”.

Il testo si inserisce in una più ampia tendenza che possiamo riassumere con la frase Less is more, con la quale l’architetto Mies van der Rohe ha sintetizzato uno dei precetti del design minimalista.

Non possiamo non notare che il principio è ampiamente valido anche nella comunicazione, dove la semplicità e la sintesi vanno sempre preferite all’ampollosità e alla prolissità, specie in un’epoca caratterizzata dal rischio di overload informativo.



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